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Un cuore verde batte in città. Il benessere parte dalla Natura e si avvale di tanti aspetti: solo una rete di passioni e competenze riuscirà a costruirlo

Sinergie Verdi è l’associazione che riconosce come esclusiva filosofia di lavoro l’agricoltura ecologica. Un modello di sviluppo sostenibile, in cui l’agricoltore assume il compito di garantire sia la salute dei consumatori, sia la tutela dell’ambiente.

Questa, in estrema sintesi, la finalità di un’associazione che si propone di promuovere il benessere delle persone in ogni aspetto e che per farlo ha l’ambizione, il coraggio e la visione di unire tante realtà diverse, che hanno in comune di occuparsi, ciascuna, di un piccolo pezzo di benessere.

Una vera e propria rete aperta che intreccia i fili di associazioni di volontariato, APS, produttori, nuovi contadini, educatori ambientali, operatori della comunicazione, cittadini. Una collettività inclusiva, che rimane aperta per accogliere i contributi di tutti e metterli a sistema per riversarli nella collettività.

Per capirla meglio, ci siamo fatti una chiacchierata con il vicepresidente e referente del progetto “un cuore verde in città”, Giovanni Scarpetti.

La nostra idea – ci spiega Giovanni – è di replicare su Pescara l’esperienza di STAR Bene di Teramo.  Un cuore verde in città vuole essere il mercatino bio del quartiere, con aziende biologiche che non si ferma al bio  ma a tutto il sistema di produzione agricola. Se durante l’estate, e fino a che le giornate lo consentiranno, saremo presenti con gli espositori al Parco de Risis ogni venerdì pomeriggio, in inverno prevediamo eventi sulle tematiche del biologico e dell’ecologico, una serie di incontri per presentare in maniera semplice le alternative bio alle possibilità esistenti, con l’obiettivo di educare cittadini e cittadine a questo mondo, mostrando le possibilità di scelte diverse che coprano dall’igiene di casa e personale, fino ai tessuti e al cibo.

Perché il vostro obiettivo è soprattutto fare cultura.

Esatto, cerchiamo di unire al mercato la promozione culturale, entrando nelle scuole, come stiamo facendo a Giulianova e Roseto (TE) dove facciamo l’orto con i bambini e altri progetti di educazione “secondo natura”. L’idea nasce da diverse persone che si sono sempre interessate di questi temi, aziende agricole con le quali ci vedevano in convegni o altri incontri. Vogliamo mettere insieme le 3A: Ambiente, Agricoltura e Alimentazione.

Che tipo di rete state mettendo su?

Insieme alla Cooperativa Sociale Aurora, al Centro Olistico Spazio Più, Be & Creative stiamo creato una realtà focalizzata su Pescara per attivare una presenza più organizzata e composta da vendita, produzione e promozione culturale. L’obiettivo è creare una rete del benessere per aziende, produttori, associazioni, artigianato creativo, volontariato, collettività. Vogliamo diventare una presenza costante sul territorio ed entrare nelle scuole, educare i bambini a un’alimentazione più sana e più buona. I bambini sono entusiasti dell’orto didattico, a Giulianova è fisso nella programmazione didattica, si meravigliano nel vedere che seguono dalla semina fino a mangiare le cose che hanno piantato. Anche il contatto con gli animali è prezioso, all’inizio c’è una certa ritrosia ma poi, una volta coinvolti, si divertono e diventano anche più consapevoli della loro dieta (e anche più rigidi!). Se non gli dai l’opportunità di entrare in contatto con la natura, si rifugiano nella tecnologia. Il sogno è di attivare diversi luoghi per avere diversi “cuori verdi in città”.

Un concetto maturo di rete.

In generale, c’è una mancanza culturale che guarda alla cooperazione in maniera sospettosa. L’essere tutti soci, tutti uguali, senza una persona preminente non è una forma diffusa e consolidata ovunque.

Sinergie Versi è un’associazione costituita già come rete, con protagonisti diversi, perché abbiamo sensibilità in questo senso e abbiamo coscienza  di alcuni principi basilari:

  • che nella manutenzione delle reti è fondamentale tenerla aperta, mai chiusa e burocratica. Abbiamo esperienza di reti chiuse che poi sono implose;
  • la rete è un luogo di scambio, di idee, di progetti vengono attivati ma non tutti i membri sono obbligati a partecipare a tutti;
  • scambio di competenze, perché spesso ci sono nelle associazioni e non vengono valorizzate. Più siamo e più riusciamo a creare questo scambio;
  • una banale questione numerica: più siamo, più abbiamo forza.

La manutenzione della rete è fondamentale, bisogna fare un lavoro di formazione, di apertura e non avere paura verso chi porta idee nuove. Se c’è un primo nucleo organizzato negli intenti, si può fare.

Oggi anche le modalità dei bandi ci porta a co-operare, a lavorare insieme, perché non si può più stare da soli. Bisogna cogliere questo momento di difficoltà per valorizzare le competenze, gli anni di studio dei giovani che non possono più aspirare ai posti statali.

Nel corso dell’iniziativa Cambia-Menti abbiamo chiesto alle associazioni di esprimere il loro desiderio per il futuro. Qual è il vostro?

Un nostro desiderio è di prevedere momenti di formazione sulla cooperazione, percorsi su cosa siano le imprese sociali, le cooperative di comunità (la Regione Abruzzo è stata  la seconda a fare una legge su questo tema). La cooperativa non è un’associazione, è un’impresa che va gestita in maniera competente e che dia ai soci possibilità di espressione più ampie. Imparando a lavorare in gruppo, si può poi lavorare in rete, se si impara a lavorare come persone, si può lavorare poi come organizzazione e ci sono delle tecniche per farlo, anche le ambizioni personali devono essere al servizio del gruppo, per perdere all’inizio qualcosa per poi avere di più, per avere benefici più a lungo.

Abbiamo il problema dei finanziamenti, dei fondi europei non sfruttati perché manca un organo capace di coordinamento. In questa area va fatta chiarezza tra cooperative e cooperative sociali, non si conoscono bene neanche le cooperative di consumo.

Magari questo è un momento storico favorevole, per rilanciare in Abruzzo i temi delle reti, della cooperazione, dei fondi europei da valorizzare.

Sarebbe utile avere un punto informativo sulle possibilità di questo tipo di associazionismo, in modo da non lasciare da sole le persone che operano o chi vuole iniziare.

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