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Vittoria la Città dei ragazzi – intervista a Elisabetta My

Elisabetta My è la vulcanica volontaria, professionista e creatrice di progetti che ad Alanno collabora con  l’associazione Vittoria la Città dei ragazzi.

Grazie al Bando Regolamento 2017 hanno potuto realizzare l’idea “Diversamente volontari”.

Abbiamo voluto rivolgerle qualche domanda per conoscerla meglio e farci raccontare l’originale progetto. Buona lettura!

Raccontaci di te e del perché hai intrapreso questa esperienza

Sono un educatore sociale da 10 anni e per 12 anni e mezzo ho vissuto in Emilia Romagna dove mi sono formata e ho cominciato subito a lavorare come educatore. Le mie origini sono abruzzesi, amo profondamente l’Abruzzo che è ricchissimo di risorse e potenzialità. Vengo da realtà davvero bellissime da un punto di vista professionale ma sapere che nel mio territorio natale la realtà non era così “rose e fiori come al nord”, mi faceva vivere con un senso di insoddisfazione e profondo desiderio di poter fare qualcosa. Così ormai quasi due anni fa ho scelto di lasciare tutto (lavoro meraviglioso a tempo indeterminato, casa acquistata, amicizie) e tornare a vivere in Abruzzo, armata di esperienza, volontà ed entusiasmo.

Nella Onlus VIttoria La Città dei Ragazzi progetto e coordino tutte le attività educative sociali con un approccio oserei dire, visti i tempi di oggi, piuttosto “rivoluzionario” considerando che tutto ciò che progetto deve avere due punti fondamentali e necessari per chiunque ci si relazioni: il sorriso e la gentilezza! Tra i miei migliori strumenti educativi, oltre quelli della mia formazione accademica, ci sono la natura e ciò che il territorio offre (nel caso dell’entroterra, agricoltura artigianato e turismo). Tutto questo – e altro – insieme per offrire risposte a decine e decine di ragazzi che vivono un disagio personale/sociale nella Val Pescara e per i quali i servizi sono insufficienti.

In cosa consiste il “ Corso di formazione per Diversamente Volontari”

Il progetto nasce dall’enorme necessità nel nostro territorio di far fronte alla grande richiesta di aiuto da parte di decine e decine di famiglie con figli diversamente abili di ricevere un sostegno ed attività educative/sociali per i propri figli. Considerate le risorse interne ed esterne, essendo la Onlus ancora molto giovane su un piano operativo, e la volontà di scardinare il più possibile un approccio assistenziale vs uno rivolto all’autonomia della persona, l’intento di formare dei volontari. Relazionarsi con persone con bisogni speciali richiede una preparazione particolare, non è sufficiente avere del tempo a disposizione da dedicare loro. Un approccio educativo specifico, lezioni di primo soccorso e cura dell’igiene, sono stati alcuni punti fondamentali del corso di formazione. Il “diversamente volontario” contribuirà a non alimentare la cultura assistenzialista, avrà un ruolo attivo come promotore di progetti innovativi e porterà avanti questo approccio educativo rivoluzionario basato su sorriso e gentilezza!

Come ha risposto il tuo territorio a questa idea?

È stato davvero bello vedere la risposta positiva del territorio a questa iniziativa considerando il numero di iscritti, ma soprattutto il loro desiderio di far parte di un qualcosa di “diverso”. Confermando quindi che è reale il bisogno di portare cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda l’atteggiamento culturale. Credo profondamente che nessun servizio innovativo possa funzionare senza una certa predisposizione culturale.

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