Input your search keywords and press Enter.

Si può fare. Rancitelli e Matera tra esempio e conoscenza

Nell’ottobre dello scorso anno ho avuto la possibilità di conoscere la città di Matera, i famosi sassi e soprattutto il processo virtuoso che la comunità di quel territorio ha saputo avviare trasformando in pochi anni i sassi, che De Gasperi indicò come vergogna nazionale, in una meraviglia agli occhi del mondo intero e al riconoscimento di capitale europea della cultura 2019.
Negli anni dei governi De Gasperi furono emanate 2 leggi che permisero di spostare migliaia di persone che abitavano nei sassi, in condizioni di enorme miseria, in altri quartieri della città, per la creazione dei quali furono chiamati i migliori architetti italiani dell’epoca. Dunque una trasformazione urbanistica figlia di una acquisita consapevolezza del disagio e degrado di una parte della città, ma anche occasione per il suo sviluppo e ampliamento. Per alcuni decenni i sassi, svuotati dei loro abitanti, caddero nell’oblio e furono dimenticati e abbandonati, la miseria non è mai un bel ricordo.
Circa vent’anni fa alcuni cittadini incominciarono a tornare nei sassi e scoprirono un mondo “unico” dalle radici antichissime e dal fascino irresistibile. S’avviò così quel percorso virtuoso dell’intera comunità che ha portato al recupero urbanistico e architettonico dei sassi, trasformando una “vergogna nazionale” in un’occasione di riscatto ed evoluzione sociale, culturale ed economica di un’intera regione. Dunque una seconda trasformazione urbanistica e architettonica, figlia di quel sentimento innato degli uomini di costruire un mondo migliore per tutti cioè il bene comune.
Dunque si può fare.
Da qualche tempo partecipo, in rappresentanza del CSV di Pescara, ai lavori del tavolo della ludoteca, un gruppo eterogeneo di soggetti, associazioni, cooperative, scuole e Università che operano nel quartiere Rancitelli di Pescara.
Ho avuto modo di conoscere più da vicino una realtà che esprime tanto disagio e degrado ma anche storie di grande umanità e esperienze di persone che, indomite, continuano a costruire in condizioni ambientali molto difficili.
I sassi di Matera e Rancitelli sono sicuramente contesti molto diversi tra loro ma entrambi sono espressione della dimenticanza della comunità di un territorio di quel sentimento innato di costruire un mondo migliore per tutti cioè il bene comune.
Si susseguono interviste, dichiarazioni, impegni e sdegni, da parte di molti, su quanto accade in una parte anche dimensionalmente importante della città ma “loro” sono soli. Per la città “loro” sono altro.
Cosa lega Rancitelli ai sassi di Matera: il valore educativo dell’esempio e la potenza costruttiva della conoscenza. Favorire la conoscenza degli abitanti di Rancitelli, soprattutto giovani, di esempi virtuosi come l’evoluzione della città di Matera è prioritario. Tutto questo serve a “loro” ma soprattutto a tutta la città e il suo governo.

Lorenzo Di Flamminio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *