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L’educazione degli adulti – Studia da adulto, diventa grande!

La scuola è roba da grandi

L’educazione degli adulti – Studia da adulto, diventa grande!

Chi l’ha detto che tra i banchi ci si muove solo da giovani? Poi il maestro Manzi l’ha insegnato a tutti che per imparare “non è mai troppo tardi”, così le sue parole ormai proverbiali continuano a trovare concretezza nell’impegno di tanti che offrono e che usufruiscono dei piani educativi formali, nelle istituzioni scolastiche, e informali, grazie all’associazionismo.

Una panoramica è stata offerta nel workshop “L’educazione da adulti – Studia da adulto, diventa grande!” che si è tenuto a Pescara il 14 febbraio scorso, nella Sala dei Marmi – Tinozzi, e che ha visto gli interventi di numerose persone impegnate in prima fila nell’insegnamento serale e negli istituti carcerari e ha ospitato le testimonianze di chi in queste sedi ha intrapreso il suo percorso scolastico.

Ci addentriamo nei contenuti dell’evento grazie al contributo che ci ha rilasciato la dott.ssa Antonella Sanvitale, Dirigente scolastico dell’Istituto di istruzione superiore Aterno-Manthoné di Pescara: “Il workshop, di grande rilevanza, ha riscosso un notevole successo, si sono iscritte 170 persone da tutto l’Abruzzo, esponenti del mondo della scuola, dell’associazionismo, dell’impresa e della società civile.

La nostra scuola, Aterno – Manthoné, da 25 anni, ospita un corso serale frequentato da centinaia di studenti, unico nella città di Pescara, che raccoglie e dà risposta alle esigenze di un variegato target: c’è il titolare della piccola impresa di pulizia che si sveglia la mattina alle quattro per andare a lavorare e poi la sera va a scuola. Ma c’è pure la donna albanese arrivata in Italia con i barconi, che in quell’aula cerca il riscatto che poi ottiene, com’è successo, fino a laurearsi. Oppure la dipendente con la terza media che aspira a superare il concorso interno per avanzare di posizione, e si rimette sui libri, come fanno anche carrozzieri e poliziotti, guardie giurate ed ex detenuti, ragazze madri, badanti e studenti che, dopo aver collezionato troppe bocciature, sono stati mandati a lavorare dai genitori e, oggi, scelgono di rimettersi in gioco e vengono a scuola la sera. La scuola degli adulti mi richiama e mi rende sempre più evidente lo scopo della scuola: il motore della Scuola, che muove la cultura e fa diventare l’uomo più libero e grande, è la decisione di considerare la realtà degna di essere vissuta, capita, studiata, indagata, argomentata, lavorata, per il fatto stesso che essa c’è e ci siamo noi, che, unici nel creato, abbiamo ricevuto il dono inestimabile della coscienza. Nella nostra scuola serale ci sono adulti significativi, cioè persone che non predicano i valori, ma li praticano tangibilmente, che non dicono “fai così”, ma “fai con me”, che sono capaci di traghettare i ragazzi, più o meno giovani, verso la vita più adulta, creando rapporti improntati alla fiducia, alla speranza, alla progettazione del futuro senza rinunciare, quando è il caso, anche a dire qualche energico no. A ogni insegnante è richiesto il lavoro di far venire fuori il meglio di ciascuno, nei termini della certezza, della qualità e della consapevolezza, e soprattutto di saper fondare la Speranza. Nell’educazione degli adulti la qualità rappresenta una condizione necessaria, altrimenti si verifica l’abbandono del corso e l’impossibilità di promuovere l’educazione degli adulti per quelle aree sociali che ne hanno più bisogno.

Se il corso serale per gli adulti ha una fondamentale importanza nella società, abbiamo sperimentato, con la nostra esperienza ormai quasi decennale nel carcere di Pescara, che all’interno di una struttura chiusa, regolata da norme complesse e delicate, come quella di una casa circondariale, la formazione degli adulti ha, decisamente, valore di riscatto e di speranza, difficili anche da immaginare per chi è fuori.”

Sin dalle prime righe, nelle parole della preside Sanvitale emerge la fitta rete di partecipanti al workshop provenienti da varie realtà, sintomo di un interesse trasversale che ritroviamo anche nelle parole della professoressa Mariadaniela Sfarra, docente del percorso II livello dell’ITS Aterno-Manthonè di Pescara e ambasciatrice Epale per l’Abruzzo, la piattaforma elettronica per l’apprendimento degli adulti in Europa: “L’evento è stato il risultato di una bella collaborazione in rete tra l’ITS Aterno-Manthonè di Pescara, il CPIA di Pescara-Chieti e l’Associazione Culturale SmartLab Europe, con il supporto dell’Unità italiana EPALE (Electronic Platform for Adult Learning in Europe), per parlare dell’educazione degli adulti con uno sguardo al nostro territorio e all’Europa. L’obiettivo di fondo è stato rivolgersi a docenti, studenti, operatori, esponenti delle associazioni del volontariato e culturali provenienti da tutto l’Abruzzo per promuovere il tema dell’apprendimento permanente, che dura tutto l’arco della vita, ancora poco conosciuto.

Passando per i saluti istituzionali, sono state raccontate varie iniziative realizzate nel corso di II livello per adulti dell’ITS Aterno-Manthonè, nel CPIA di Pescara-Chieti e nelle sezioni carcerarie della Casa Circondariale di Pescara, anche attraverso la proiezione di video. Il cuore del workshop è stato rappresentato dalle emozionanti testimonianze di studenti ed ex studenti condivise con i presenti. Si è passati poi al tema dell’educazione non formale, di cui un esempio è stato offerto dall’Associazione Culturale SmartLab Europe. A conclusione, è stato presentato il ruolo degli ambasciatori EPALE sul territorio, rivolto a promuovere il life long learning.”

Abbiamo accennato all’inizio ai due pilastri della formazione per adulti, rappresentati dalle istituzioni scolastiche – formali – e dall’associazionismo – informale – le due realtà che abbracciano gli studenti per accompagnarli nel loro iter di apprendimento. A sottolineare l’importanza dell’apprendimento non formale è stata Annarita Bini, ex Dirigente Scolastico, Presidente dell’Associazione Culturale “SmartLab Europe” e ambasciatrice EPALE, che ci lo ha definito come “l’apprendimento caratterizzato da una scelta intenzionale della persona che si realizza al di fuori dei sistemi formali. Si ha apprendimento non formale sul luogo di lavoro o nell’ambito delle attività di organizzazioni o gruppi della società civile e nel mondo dell’ associazionismo.

Come afferma  il sociologo Etienne Wenger, l’individuo è un “praticante di comunità” e, quindi, un “cittadino di apprendimento”. In tale ottica  l’apprendimento risulta  l’attività che rende  responsabile l’individuo  verso la comunità in cui vive e opera.

Le associazioni culturali  possono essere considerate come   organizzazioni che, con il loro fare, elaborano cultura ed attivano al proprio interno significativi processi di apprendimento per i propri associati, seguendo il modello delle Comunità di Pratica”.

Imparare, quindi, è un’attitudine naturale dell’uomo che a volte può subire delle battute d’arresto per i motivi esogeni ed endogeni più vari: una crisi personale, un’esigenza familiare, una parola fuori posto che scoraggia. La motivazione però può tornare in qualsiasi momento e trovare terreno fertile nel quale impegnarsi, una possibilità di formazione competente e strutturata messa a punto anche dalle persone che abbiamo ascoltato e da chi, come loro, ritiene che la scuola sia di tutti, per tutti, per sempre.

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