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Diversuguali e il progetto “io abito io vivo”: intervista a Raffaella Papagno

Da che esigenza nasce “io abito io vivo”?

Il progetto nasce dall’esigenza di rispondere all’Avviso Pubblico per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza regionale, promossi da organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale per la realizzazione di attività di interesse generale. E poi l’Associazione Diversuguali da 16 anni accoglie tutte le patologie, e da 10 famiglie oggi siamo più di 100. Insieme abbiamo creato tanto e siamo diventati Centro Diurno per il comune e da 6 anni siamo in rete con l’ASL per la riabilitazione socio-riabilitativa. Grandi passi per una Onlus locale, ma mancava l’unico tassello “Il Dopo di Noi”. Per 5 anni siamo riusciti a mandare fuori Regione un gruppo di 8 ragazzi, anche gravi, in autonomia, con solo 5 operatori. Con la collaborazione dell’Istituto di Psicologia Relazionale –Maria Grazia Cancrini– abbiamo creato dei gruppi di supporto e condivisione, per le famiglie delle persone con disabilità,  per riflettere e prepararle al “Dopo di Noi”…ma mancava sempre una struttura in cui realizzare il futuro. Così finalmente da ottobre 2018 abbiamo avviato il progetto “Io abito io vivo“, per lavorare a 360 gradi sul durante noi, in preparazione al dopo di noi.

In cosa consiste il progetto?

Abbiamo attivato un lavoro sistemico multilivello, molto complesso, che ha uniformato a un’unica progettazione le attività che interessano la stessa tematica proposta. La tendenza è quella di superare la frammentazione dei servizi cercando di orientare le persone in modo semplice e chiaro. Le azioni previste sono: tutti i lunedì in via Tavo abbiamo la Dott.ssa Marcella Di Bernardo e la Dott.ssa Vania Petruzzellis  che come Psicoterapeute dell’IPRA accompagnano le famiglie in fasi di cambiamento importanti. Il 6 giugno in via Tavo e il 26 giugno presso l’Istituto Alberghiero “Filippo De Cecco”, il pomeriggio, l’Avv. Angela Cipriani, Studio Legale e Tributario CD Pescara, condurrà due giornate di informazione e per le famiglie delle persone con disabilità, sul tema dell’amministratore di sostegno e la tutela del patrimonio della persona con fragilità. Poi abbiamo l’attività principale di grande rilevanza sociale per in nostro territorio: il primo appartamento privato affittato per dare la possibilità alle persone con disabilità di imparare a vivere da sole. La casa si trova sul lungomare di Montesilvano, in via Piemonte 6,  ospita 2 ragazzi a turno, max 3. Da febbraio 2019 9 ragazzi ruotano per sperimentare gradualmente la vita da adulti, imparando a vivere con un coinquilino e un operatore. In pochi mesi abbiamo una lista d’attesa per gli ingressi, perché i ragazzi non vogliono mai lasciare la loro “casetta”. Vedere i ragazzi disfare le valigie e fare la spesa, cucinare, pulire, mettere in ordine, decorare la loro casa, ha qualcosa di magico. Quindi abbiamo allargato il progetto con attività inclusive per il territorio, contrastando anche l’isolamento della popolazione anziana e dei giovani che oggi con l’Istituto di Marzio-Michetti svolgono anche l’alternanza scuola-lavoro all’interno della “casa normale che é diventata speciale!“.

L’esperienza abitativa prevede un’alternanza fra i soggetti protagonisti del progetto. Perché è importante?

L’alternanza è per noi fondamentale sia perché le persone devono essere sempre libere di scegliere dove abitare, anche nel rispetto della Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con disabilità, sia perché il vivere da soli deve essere un’esperienza progressiva, un’abitudine che si acquisisce nel tempo se si ha tempo.

Si tratta di un’iniziativa che vede Diversuguali collaborare con altre realtà associative del territorio. Quali sono? E come sono nate le collaborazioni?

Le collaborazioni sono tante perché l’unico modo di svolgere un attività complessa come quella descritta è avere una grande rete sul territorio di supporto e sostegno. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Abruzzo hanno creato l’opportunità tanto attesa da molte famiglie delle persone speciali. Il Comune di Pescara, ha messo a disposizione degli spazi e ha contatto tutte le famiglie che stanno sperimentando nella Provincia di Pescara i Durante Noi e Dopo di Noi, soprattutto per offrire il servizio gratuito dei gruppi di condivisione con le Psicoterapeute. Il Comune di Montesilvano e l’Azienda Speciale per i Servizi Sociali del Comune di Montesilvano, hanno subito sostenuto il progetto da cui abbiamo potuto raggiungere un bacino più ampio di persone e poi la casetta si affaccia proprio sul lungomare di Montesilvano. La Fondazione Zimei ci ha aiutato a superare gli scogli più difficili. La Fondazione Opera Juventutis e Caritas hanno aderito con entusiasmo a tutte le attività proposte, divulgando soprattutto i gruppi di condivisione anche tra le famiglie dei loro utenti, che stanno sperimentando il Dopo di Noi presso l’ARDA in via Majella e presto anche in via Sacco a Pescara. L’Istituto di Psicologia Relazionale Abruzzese – Maria Grazia Cancrini – con le Psicoterapeute Vania Pretuzzellis e Marcella Di Bernardo, da 5 anni segue il nostro cammino verso il “Dopo di Noi”. Lo Studio Legale e Tributario CD Pescara e Milano, con l’Avv. Angela Cipriani anche é con noi da 4 anni. Il CSV di Pescara e la Cop.Soc. “Il Germoglio” da sempre sono in rete con noi, pronti nel dare il loro contributo prezioso. L’Istituto Professionale di Stato Servizi per l’ Enogastronomia e l’ Ospitalità Alberghiera “Filippo De Cecco” di Pescara, conta tanti studenti speciali e il coinvolgimento dei giovani nel volontariato è  condiviso come un valore importante nella formazione e educazione dei suoi allievi, quindi il 26 giugno ospiterà l’incontro di informazione con l’Avv. Angela Cipriani. L’Istituto Professionale di Stato Industria, Artigianato e Servizi “Di Marzio-Michetti” ha coinvolto i propri studenti nella vita del mondo delle associazioni e nella “casetta” siamo riusciti ad attivare anche l’alternanza scuola-lavoro.

“Io abito io vivo” è stato presentato con uno spettacolo all’Auditorium Flaiano lo scorso 23 maggio. Raccontaci la serata.

Una serata carica di entusiasmo tutti sono rimasti piacevolmente sorpresi e emozionati dagli sviluppi delle tante attività proposte ma ancora di più tutto è stato reso speciale dalla fotografa Cristina Giancaspro, sensibile professionista, che ha girato un breve video per raccontare le giornate normali dei nostri ragazzi nella casa speciale! Sulla pagina Facebook è possibile trovare tutte le informazioni e il post del video é  stato visualizzato in pochi giorni da più di 6000 persone e tante condivisione. Un successo virale inatteso che speriamo trovi un positivo riscontro anche in chi volesse sostenere nel futuro le attività della “casetta”. Poi la serata è stata gestita con estrema professionalità e bravura dall’amica Arianna Di Tomasso, presidente di ALCuA – l’Associazione per la Libera Cultura in Abruzzo. I ragazzi di Diversuguali diretti da Sara Tatoni, Dario De Riggeris e Rogerio Celestino, con la compagnia teatrale “Nulampdigioventù” diretta da Francesco Tiberi, della cooperativa “Il Germoglio“, il Grupo internacional de capoeira Nagô e al Club Magico Abruzzese, tutti insieme hanno dato una briosa solidarietà e leggerezza alle tematiche descritte nel progetto. Sempre con il supporto dei tanti volontari e collaboratori, gli utenti e le famiglie che ogni giorno danno il proprio contributo, per superare gli ostacoli e vincere le battaglie, uniti nella solidarietà.

Perché “la vera bellezza sta nell’animo degli ultimi”?

Questa è una frase della presidente Gianna Camplone che, in una delle tante giornate passate insieme a creare nuove attività, mi ha detto: “La vera bellezza sta nell’animo degli ultimi”, delle persone messe con le spalle al muro dalla vita, quelle persone che lei stessa da bambina incontrava nelle carceri con il suo amato papà, dove anche l’assassino più crudele si emozionava alla vista di quella bambina così piccola che all’età di dieci anni aveva smesso di camminare. La bellezza dell’animo dei nostri ragazzi che, spesso è puro come quello dei bambini, amano senza barriere.

Quali sono i prossimi sviluppi del progetto?

Nel mese di giugno il 6 e il 26 ci saranno gli incontri sul tema dell’amministratore di sostegno e la tutela del patrimonio della persona con fragilità e infine con la chiusura del progetto “Io abito io vivo” saranno realizzati dei depliant per permettere di replicare l’intervento anche su altri territorio. Per mantenere la “cassetta” in attesa di nuovi bandi stiamo organizzato una raccolta fondi a cui è possibile aderire chiedendo informazioni all’e-mail ass.diversuguali@katamail.com. 

Facebook: https://www.facebook.com/diversuguali/

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