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AISM A scuola di solidarietà

 L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla è impegnata da anni per un mondo libero da questa malattia improvvisa e devastante che colpisce, soprattutto, persone dai 20 ai 40 anni, nel pieno della loro vita.

A dirla è semplice, ma cosa comporta davvero la sclerosi multipla? Cosa prova una persona colpita da questa malattia?

L’AISM prova a spiegarlo e lo fa attivando un progetto nelle scuole, lì dove nasce la cultura e la socialità, non l’inclusione, perché con le persone malate non bisogna convivere ma vivere, semplicemente, comprenderle e non compatirle. Il metodo è semplicissimo, consiste nel mettersi nei panni dell’altro. Con i più piccoli ci si prova con la favoletta delle tre scimmiette: non vedo, non sento e non parlo. Così si sente un bambino affetto da sclerosi multipla pediatrica.  Con i più grandi l’esperienza è ugualmente forte, si chiama “Senti come mi sento” e prevede un kit di attrezzatura che “permette” di far provare alcuni dei sintomi della sclerosi, strumenti che rendono pesantissime le gambe e impediscono il cammino, o fermano le mani.

Quella forza che ti trattiene deve percepirla forte il papà di una bimba che ama la danza, con una diagnosi di sclerosi che prima o poi la fermerà. Questo accenno fatto al telefono dalla referente dell’associazione, appassionata e forte, mi ha colpito più di quanto non farebbero gli attrezzi montati sulle mie gambe. Quel papà che frequenta l’associazione, che studia, si prepara e tiene lontano la bimba perché non veda troppo in là nel suo futuro è un’immagine forte su una città che esiste, sulle preoccupazioni di cittadini silenziosi eppure così pieni di cose da dire.

Il progetto dell’AISM “A scuola di solidarietà” serve in questo senso a schiudere le orecchie, a predisporre l’ascolto e l’empatia, a guardare con più consapevolezza il vicino, l’amico, il parente che sente le gambe sempre più pesanti, le dita più dure e potrà sentire più lieve la forza se gli altri vorranno condividere la loro agilità.