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Accompagnare gli invisibili – Gruppo Vincenziane Pescara

Lo scorso anno, tra le visite che il Csv cominciava a fare alle associazioni, capitò quella alle Vincenziane.

Fu una prima conoscenza di un’oretta ma mi portai dietro una frase detta da una volontaria che da allora sorveglia tutte le mie azioni, anche i gesti quotidiani: “San Vincenzo ci ha insegnato che bisogna fare le cose e farle bene”. Sia chiaro, quasi mai riesco a dare seguito con successo a questo suggerimento, ma è vero che ha cambiato il mio atteggiamento davanti alle cose e mi ha aiutata a comprendere gli effetti di ogni piccolo gesto, a capire che il rispetto degli altri passa dalle attenzioni più piccole che denotano cura e interesse.

Negli ambienti delle Vincenziane a Pescara, nel quartiere di Zanni, ho visto gli abiti da dare riposti con cura, piegati, suddivisi per taglia e per colore. Così la stanza dedicata alle mamme, organizzata come un piccolo archivio: qui i pannolini messi per bene, qui i kit. Tutto sistemato.

Le Vincenziane, in particolare, offrono il servizio docce per i senza fissa dimora, che uno può pensare che offrano acqua calda e sapone per lavarsi. Eh no. Troppo semplice, perché chi usufruisce del servizio viene accolto prima con una colazione calda, poi può lasciare i vestiti da lavare e riprendere quelli che ha lasciato eventualmente la volta prima. Funziona così il servizio di lavanderia grazie al quale ognuno può riavere i suoi vestiti, che non vengono buttati come cenci ma rimessi a posto e restituiti, come portatori di un vissuto, di una continuità personale. “Cosa diresti tu se ogni volta che ti fai la doccia qualcuno buttasse i tuoi jeans, la tua maglietta e ti dicesse: tieni, prenditene di nuovi ché quelli sono irrecuperabili? Non ti sentiresti come se ti avessero privato di un piccolo pezzo della tua storia?” Mi disse una volontaria. Così le Vincenziane non si limitano a cambiare i vestiti, ma a curare ogni piccolo sentimento di una persona. Perché le cose, quando si fanno, si fanno per bene.

Ora il nuovo progetto del Gruppo Vincenziano è stato selezionato per essere realizzato in partnership con il Csv. Si tratta del progetto “Accompagnare gli invisibili”, pensato per alleviare il disagio delle persone senza fissa dimora di Pescara, fornendo loro ad esempio biglietti degli autobus, sacchi a pelo, medicine. Sul progetto si legge vogliamo fornire “l’abbonamento ai mezzi di trasporto…” per sollevarli da una spesa, si potrebbe subito pensare, e invece no! Per le Vincenziane lo scopo è “…per evitare l’umiliazione di multe mai pagate”. Perché gli invisibili non hanno solo “bisogni”, vivono nella società con tutti i risvolti di confronto sociale che essa implica. A dire meglio, vivono negli scampoli della società, in quegli spazi di città e di tempo che la maggioranza tralascia: la mattina presto si recano alle docce, poi durante la frenesia mattutina scompaiono, per riapparire alle mense per un pasto caldo e risparire di nuovo negli anfratti freddi, sotto i ponti umidi, sotto qualche cartone di scarto per ripararsi dal freddo. Sono extracomunitari e sono italiani, spesso possiedono un titolo di studio, tutti si sono imbattuti in circostanze che li hanno messi al bando, anche da parte della loro stessa famiglia, e ora sono semplicemente privi di mezzi e di attenzioni.

Le Vincenziane, con grande sensibilità, cercano di sopperire soprattutto alla seconda delle mancanze, facendo riapparire gli invisibili agli occhi della città, sugli autobus, nelle farmacie, dal barbiere. Piccole attenzioni ma che hanno l’effetto di tocchi magici capaci di ridare calore e colore a chi si vuole trasparente.

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